Sono le 3.30 della mattina del 13 ottobre 2018 la sveglia suona…..faccio colazione, con il mio solito riso frutta secca e miele. Non ho voluto cambiare le mie abitudini rispetto alle gare europee.

Giusto alle quattro, arriva la video chiamata dei miei amici/compagni di squadra della DRC dall’ITALIA che mi volevano far sapere, che mi avrebbero seguito minuto per minuto ed è stata un’enorme emozione vederli tutti lì insieme per salutarmi. Ragazzi che sorpresa!!!

Con un misto di tensione (cagamento sotto) e voglia di gareggiare (quando ci si allena da troppo tempo arrivi al punto che non ce la fai piu’) mi dirigo alla zona cambio con mia moglie Elena e Sandrino (pronti a farmi da supporters sul campo e giornalisti live).

L’organizzazione dell’Ironman è a dir poco impeccabile: ti coccolano come se fossi un bambino fino dal primo giorno; la mattina della gara ogni atleta aveva un volontario per se’ addetto all’applicazione del numero sulle braccia ( scusate ma l’avevo visto solo nei video una cosa cosi e quindi volevo raccontarla).

Una volta marchiato col numero 1296, mi dirigo verso la mia bicicletta che per tutta la notte aveva preso acqua visto l’aquazzone.

Nessuno aveva provveduto a coprire le bici ( una delle due pecche che posso trovare all’organizzazione). In altri IM la copertura te la forniscono qui al mondiale no?

Provvedo ad agitarla ben bene per far uscire tutta l’acqua e l’asciugo…..gonfio le ruote, riempio le borracce (quella dei liquidi e quella dei gellini) e preparo il serbatoio del cibo. Finita questa fase importantissima, decido di rilassarmi, infilo il mutino e mi piazzo in zona partenza cosi’ da “spiare” e imparare quello che fanno i PRO prima della loro gara.

La partenza era una delle cose che piu’ mi preoccupava……2000 partenti in acqua, in galleggiamento per piu’ di 20 min, e tutti che vogliono star davanti……

Entrato cmq tra i primi ( e non so se ho fatto bene) ho aspettato un bel po’ prima dello sparo del cannone. Mi metto in prima fila e nell’attesa tra spintoni vari e calci sott’acqua mi ritrovo in terza fila. Dentro di me penso che alla fine potrebbe non essere poi una cosa malvagia……magari mi risparmio qualche cazzotto.

Silenzio……….booooooommmmm

Il cannone, che mille volte avevo visto in televisione, ha sparato !!! Quello che mi sono immaginato più’ e più’ volte stava accadendo!!!!! Era ora di menare forte!!

E’ vero che da fuori sembra un enorme lavatrice in centrifuga ma li’ dentro per almeno 400 mt, nuoti con addosso gli altri atleti, vai in immersione almeno una decina di volte, tiri calci a chi ti tocca i piedi, tiri sotto chi ti ha tirato sotto, passi sopra alle gambe a chi va piano davanti a te……e tutto perché devi andare avanti se no perdi tempo.

Una volta che il traffico si e’ normalizzato, riesco a trovare un trenino scia che mi permette di riprendere fiato e di mantenere la mia velocità di crociera. Non volevo esagerare nel nuoto e volevo stare coperto, perché nella testa mi rigiravano le parole che tutti sempre mi ripetevano da quando parlavo della gara di KONA e cioè che era una gara dura!!!

Supero il catamarano che è più’ o meno a metà strada, e mi dirigo verso l’uscita del Pier. Una volta al primo scalino guardo subito l’orologio e vedo che sono riuscito a stare nettamente sotto l’ora e sono veramente contento. 58 min non male…..

Corro velocemente alla tenda del T1 con la sacca bike e faccio il cambio più’ velocemente possibile.

Dopo aver preso la bici mi dirigo sul percorso e comincio a fare il giro di lancio prima di andare sulla Queen K. Vedo che molta gente è davanti ma molta più’ gente è dietro!! Non avendo un obbiettivo di risultato ma volendo fare una bella gara….. la mia gara….. mi stabilizzo fisso sui 200 watt. Questo limite me lo sono imposto per arrivare con le gambe a posto per la maratona. Non so se ho fatto la cosa giusta, magari avrei potuto osare di più’ …….ma chi poteva sapere cosa poteva succedere dopo!!!!

La Queen K ti fa conoscere la bellezza dell’isola….il vento a quanto pare quest’anno un po’ ci ha graziati. Parlando con un hawaiano, per quello che ho capito, l’acquazzone della sera prima doveva aver calmato il vento che dai soliti 12 nodi era stabile sui 6!!! Che culo!!

Ma vuoi che non succeda nulla di imprevisto in un Ironman!!!????!!!

e soprattutto al campionato del mondo……!!!!???!!!

All’incrocio, prima della salita per arrivare ad Hawi, prendo una buca e la mia borraccia aerodinamica del “kaiser” con dentro tutti i gellini SALTA e rimane a bordo strada. CIAO CIAO ……. e intanto mi veniva da piangere….

Da tranquillo e serafico che ero, divento incazzoso come una biscia e comincio a pensare ad un piano alternativo. Menomale che mi ero portato due bellini in più’ nel body bici e un PREGARA ENERVIT ( grazie Paolo Godina) nel porta cibo. Ma fatti due conti, dovevo prendere qualcosa anche dai ristori lungo la strada.

Nel frattempo dopo altri 30 km arrivo ad Hawi al giro di boa e nonostante la cittadina non sia proprio un granché, mi prende una forte emozione.

Perchè questo pezzo della GARA, l’ho sempre visto con i miei soci a casa ed essere li’ a viverlo per la prima volta è stato veramente unico.

Finita la pelle d’oca…….giu’ a cannone per gli ultimi 85 km che in teoria dovevano essere più’ facili.

Comincio a pensare a che media stessi tenendo e ho notato che se avessi tenuto quel passo avrei fatto anche un tempo più’ che decente.

Decido quindi di stare nei miei range e di terminare cosi’ bene la mia bici.

In effetti neanche io pensavo di finire questa frazione cosi liscio.

Pronto e carico smonto dalla bici e in T2 mi preparo alla corsa.

Qui dovevo dare tutto , qui volevo fare la differenza come in passato mi era successo……..

QUI HO PRESO UNA DI QUELLE SCOPPOLE CHE VOI NON AVETE IDEA…..

Comincio a correre e a tenere l’andatura che mi ero prefissato. Ma dopo tre km, le gambe stavano da Dio ma qualcuno aveva acceso il FORNO.

Le spalle avevano iniziato a bruciare e l’umidità impediva di farti respirare normalmente. Di solito cerco di non fermarmi mai ai ristori anche per bere e bagnarmi. Ma capisco in fretta, che prendere tempo per bere bene e raffreddarsi è essenziale. Inevitabilmente così rallento il passo.

Mi è spiaciuto, ma penso che non avrei potuto fare altrimenti. Probabilmente non ero pronto a quel caldo torrido. Finisco il pezzo di Ali Drive che era sul lungo mare di Kona, e dopo l’immensa salita di Palani road, inizia l’INFERNO della Queen K fino all’Energy Lab e ritorno.

Benché la mia corsa non fosse delle più’ brillante recupero diverse posizioni….la cosa mi da un po’ di morale!!!

Perché si vede che io stavo male ma gli altri di più’!!

Anche i professionisti li vedevo spenti con un passo rallentato, ovviamente rispetto ai loro canoni!!

A parte il grillo tedesco Patrick Lange che, dopo averlo incrociato sulla Queen K, sembrava stesse correndo alla mattina presto col freschino e 20 gradi!

Passato l’Energy Lab, ho pensato e ripensato al traguardo, agli amici che mi seguivano a casa, a Ele e Sandrino che mi stavano aspettando al traguardo, e a quel corridoio di persone che chiunque io fossi mi avrebbe acclamato come un eroe. Non mi ricordo cosa possa essere successo negli ultimi 12 km, so solo che ho corso, corso, corso con un tremendo dolore ai piedi ormai consumati e cotti e…..

mi sono ritrovato sulla discesa, questa volta di Palani road, a 1,5 km di distanza dall’arrivo.

Da qui ho poco da raccontare, o per lo meno non ci son parole per descrivere quelle emozioni……il sogno di una “vita “ da triathleta iniziata cinque anni fa…. quando ero tutto tranne che un triathleta!

Un flash di questi cinque anni mi ha percorso il corpo……..sono un finisher del campionato del mondo e questa volta lo voglio dire……e che GARA!!

Contento della finish line, contento del tempo eccezionale fatto 9’20….e contentissimo della posizione raggiunta!!

Che dire la mia prima volta forse sarà l’ultima (uhmmmmm) o forse no, comunque indimenticabile!!!

Tutto questo grazie alla mia famiglia (mia moglie Elena in primis), alla mia squadra DERANCLAB (tutti ma dico tutti i miei compagni) e ai miei sponsor che mi hanno sostenuto in quest’avventura paradisiaca:

la PEPPERL+FUCHS (in particolare modo l’amico Stefano Giunteri), Misani Fabio( grazie amico veramente di cuore), Sara Banfi ( KONA è stata anche una sua vittoria), Effeppi Auto Monza, Carrozzeria FB (Marco Coletti) , Cab Polidiagnostico (in particolare modo Paolo Godina anche per essermi stato vicino in questi anni), Gianlu e Francy , e Sinergia ( ma più’ che altro Marco come AMICO e poi come presidente), Jollywear (per il body stupendo e comodo che mi hanno disegnato), Puntobici Concorezzo (Max Brambilla), Luca Bike (Luca Bortoluzzo) per tutto il lavoro svolto sulla bici.

STAY TUNED….

LA STORIA CONTTINUERA’…..???!!!